L'elettrificazione

Nel periodo in cui le classi non possono uscire di scuola, in vista dell'iniziativa “M’illumino di meno” programmata per il 26 marzo 2021 in classe prima della scuola primaria di Vezzano si parla dell’arrivo dell’energia elettrica, delle trasformazioni ambientali e della necessità del risparmio energetico, utilizzando come base, proiettate sulla LIM, foto storiche dei paesi di residenza dei bambini, presenti nell’Archivio della Memoria della Valle dei Laghi.

Ecco qui una traccia della lezione che può essere riutilizzata ed adeguata in futuro in altre classi. I bambini sono stati invitati a fare gli investigatori ricercando nelle foto gli elementi interessanti e riconoscendo i luoghi. Spesso hanno individuato punti del loro paese con particolare orgoglio e senso di appartenenza.

Al tempo dei trisnonni e dei bisnonni le case si illuminavano con candele e lanterne ad olio o petrolio.

Ecco alcuni candelieri:

E alcune lanterne:

Proviamo anche noi a vedere la luce che facevano questi strumenti,  facendo buio nella stanza ed accendendo prima la candela e poi la lanterna con l'uso dei fiammiferi, strumento sconosciuto a più, il cui odore ha destato vivo stupore.

Alla sera si andava a dormire presto e dovendo uscire di casa nei nostri paesi si portava con se la lanterna. Vezzano però era un centro importante con uffici, bar, alberghi, officine, negozi. Girava molta gente e per la loro sicurezza era bene avere anche un po' di illuminazione pubblica sulle strade, proprio come nelle città.

Gli accenditori dovevano passare la sera ad accendere le lanterne, assicurarsi del loro funzionamento e spegnerle negli orari e giorni stabiliti.

Per avere un'idea della figura dell'accenditore visitare http://www.arredodesigncitta.it/gli-accenditori-di-lanterne/

La prima centrale elettrica del mondo fu realizzata nel 1882 da Thomas Edison a New York e nel 1890 Trento è stata una delle prime città in Europa ad avere l'illuminazione pubblica. La città aveva bisogno di sempre maggior quantità di energia elettrica e così nel 1908/09 il Comune di Trento costruì la centrale di Fies sul fiume Sarca tra Pietramurata e Dro, che puoi ingrandì negli anni successivi, attraversando con le sue linee elettriche la nostra valle.

Anche i nostri paesi volevano avere l'energia elettrica. I trisnonni e bisnonni discussero e si diedero da fare per risolvere insieme questo problema, c'era bisogno di tutti e ognuno avrebbe fatto quello che poteva. In ogni paese costituirono dei consorzi elettrici e si distribuirono i compiti: chi sapeva disutere e contrattare ha chiesto al comune di Trento di avere un po' di quella elettricità ed ha acquistato i materiali necessari, chi sapeva progettare ha deciso come realizzare la rete elettrica, i boscaioli hanno tagliato i pali necessari, chi aveva buoi e carri li ha trasportati, altri li hanno piantati, chi aveva i soldi ce li ha messi e chi ne aveva pochi ci ha messo tanto lavoro. Più i paesi erano vicini alla linea elettrica di Trento e meno avevano da fare, più erano lontani e più lungo è stato il loro lavoro, ma un po' alla volta l'energia elettrica ha raggiunto tutti i nostri paesi (1911 a Vezzano, 1921 a Padergnone, 1922 a Fraveggio, 1923 a Ranzo, 1924 a Ciago, 1942 a Margone).

E così i lampioni prima si affiancarono e poi sostituirono le lanterne ed arrivarono in tutti i paesi; pali della luce e linee elettriche aeree si diffusero. Compito dell'accenditore al tempo dei nonni era quello di premere un pulsante e tutte le luci del paese si accendevano.

Altre foto a tema su Da Pedegaza a Vallelaghi pag. 249, 280.

Nelle case, nelle strade, sui luoghi di lavoro si continuava ad aumentare il consumo di energia elettrica e così si sono costruite molte centrali elettriche, da noi quella di Santa Massenza che al tempo era una delle più grandi d'Europa. In quegli anni c'era tanta povertà e la centrale ha portato lavoro per la nostra gente ma anche per molti lavoratori che da altre parti d'Italia sono venuti a lavorare qui.

Anche l'ambiente è però cambiato e di questo ne ha risentito più di tutti il lago ed il paese di Santa Massenza. Tra le altre cose il lago è stato rimpicciolito perchè ci han versato dentro le rocce scavate nelle gallerie così da fare spazio agli impianti elettrici fuori dalla centrale, non ci si può più fare il bagno ed andare in barca e così Santa Massenza ha perso questa bella attrazione turistica.

Ed altre bellissime immagini del lago prima della centrale si trovano a pag. 91, 94 e 257 su Da Pedegaza a Vallelaghi.

Dopo esserci fermati a riflettere sul fatto che l’aumento dei consumi richiede nuove centrali e altri danni all’ambiente, ci confrontiamo sul nostro spreco di energia e individuiamo alcune azioni che tutti noi possiamo mettere in pratica.

Per ricordare i bei tempi del Lago di Santa Massenza ed il nostro impegno a ridurre lo spreco di energia, costruiamo una barchetta origami da portarci a casa. Su di essa possiamo anche scrivere un nostro proposito a riguardo o uno slogan.

Per approfondimenti consultare:

Di lago in lago pag 231-250.

In altri siti:

  • Dalle lanterne ad olio nelle strade ai lampioni a led: storia dell’illuminazione pubblica a Lavis - di Giovanni Rossi - su Il Mulo
  • Illuminazione pubblica su Wikipedia