Scheda provvisoria atta a raggruppare tutti i contenuti presenti in archivio che riguardano questa scuola, raggiungibili aprendo le risorse correlate in fondo a questa scheda
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Nel 1774 l’Imperatrice Maria Teresa d’Austria introdusse l’obbligo scolastico dai 6 ai 12 anni ma il Principato Vescovile di Trento non adottò subito questa norma poiché troppo onerosa. Non sappiamo quando fu attivata la scuola di Padergnone, ma nella descrizione del distretto di Vezzano del 1834, Carlo Clementi confermò la presenza di "un maestro di scuola" anche qui.
Municipio, canonica e scuola di Padergnone si trovavano inizialmente all'incrocio fra via XII maggio e via San Valentino.
Nel 1853 si ha la prima documentazione della presenza di una maestra laica, Amabile Benigni, che si occupava dell'educazione delle fanciulle mentre i maschi continuavano a frequentare la scuola col curato maestro dirigente, don Giorgio Zeni.
Le leggi austrungariche del 1868/69 innalzarono poi l'obbligo scolastico a 14 anni.
Nel 1908 l’Amministrazione comunale entrò in possesso delle porzioni settentrionali dello storico edificio, ove furono collocate le scuole e gli uffici comunali, mentre la parte meridionale, in possesso del Beneficio Curaziale, era adibita a sede del Curato.
Verrso la metà del 1900 fu costruito poco distante un edificio ad uso esclusivo della scuola, dove vennero inseriti anche gli alunni di Santa Massenza a partire dal 1969, ma non quelli di Sarche come previsto inizialmente.
Nel 1996/97, col calo demografico e la presenza delle pluriclassi, per volontà dei genitori la scuola venne chiusa. A Vezzano le classi erano già numerose per cui i bambini vennero aggregati alla scuola di Sarche con servizio di scuolabus.
Negli ultimi anni sempre più famiglie preferiscono portare in autonomia i loro figli a Calavino, Vezzano, Trento.
Il primo edificio è ora casa privata, il secondo è sede di servizi del cumune e della comunità (teatro, biblioteca, uffici pubblici, ufficio postale, sede di associazioni...), l'ultimo ha ospitato la famiglia cooperativa fino al 2025, il circolo anziani, per qualche anno un asilo nido, ed ora se ne sta studiando un nuovo utilizzo.
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Approfondimenti:
Ad oggi la Suola Primaria di Pietramurata si trova nel Comune di Dro, Comunità dell'Alto Garda, e fa da ponte con la Comunità della Valle dei Laghi, poiché la frequentano anche gli alunni provenienti dalla frazione Lago di Cavedine e Pergolese di Lasino; è inoltre parte dell'Istituto Comprensivo Valle dei Laghi-Dro.
La scuola di Pietramurata ha preso il nome "Primaria" nel 2003 con la "riforma Moratti", come aveva preso il nome "Elementare" con la riforma Gentile del 1923.
Verso l'inizio degli anni '50 sono stati accorpati a questa scuola anche gli alunni proveniente dalle scuole dei Monti e dei Masi di Cavedine.
Nel 1969/70, la Provincia l'aveva trasformata in "Centro Scolastico", aggregando ai 101 alunni che la frequentavano i 24 alunni di Pergolese.
Prima si chiamava Scuola Popolare.
Ultima pagella italiana di Marisa Pizzedaz che ha frequentato la classe seconda della scuola elementare di Pietramurata prima di emigrare in Argentina, dove l'ha conservata con cura.
Misura 21,5x15,5 cm ed ha 4 facciate.
Gli alunni della scuola di Pietramurata posano con don Leone e la maestra Biscaglia.
Sul retro è in formato cartolina e riporta "Ferrania".
misura 8x13 cm ed ha un bordo bianco.
Con ironia, Marisa Pizzedaz, 7 anni, scrive al suo papà, Quintino Pizzedaz, emigrato in Argentina, inviandogli una sua fotografia fatta alla scuola di Pietramurata dove lei viveva.
La stampa misura 14,5 x10 cm.
Scolaresca in posa con la bandiera sabauda e la maestra L. Bolognani.
La bambina indicata con la freccia era Chistè Maria e frequentava la classe seconda.
In Archivio abbiamo anche il suo
Questo "Libretto Personale di Frequentazione e Profitto" testimonia il percorso scolastico di Chistè Maria nata il 20 settembre 1914 a Sarche - Lasino dove ha frequentato la scuola per 8 anni dal 1920 al 1928.
Molte sono le informazioni che si possono ricavare dalla lettura di questo documento e che lasciamo a chi lo vuole consultare; qui aggiungiamo ciò che ci è stato trasmesso dalla famiglia.
Il documento è stato conservato con molta cura da Maria e dai suoi figli, ha attraversato l'oceano per seguirla in Argentina nel 1950 ed è tornato provvisoriamente in Italia nel 2026 per poterlo mostrare ai bambini che partecipano al progetto di Ecomuseo "Oltre confini e generazioni", e per entrare nella memoria collettiva attraverso questo Archivio.
Anche se è un documento ufficiale, Maria è indicata come "Mariotta", nome col quale veniva chiamata per distinguerla dalle suo omonime, Maria l'una, Marietta l'altra.
Sarche - Lasino, dove lei risulta essere nata ed aver frequentato la scuola, è oggi Pergolese.
Il libretto ha un formato 18,5x12,5 cm ed ha una copertina in cartoncino rigido grigio.
Negli anni 1920-28 si chiamava "Scuola Popolare Sarche Lasino".
Nel 1928 i comuni di Calavino e Lasino sono stati fusi formando il comune di Madruzzo e così ha assunto il nome "Scuola Elementare Masi di Madruzzo".
Nel 1953, quando Lasino e Calavino si sono di nuovo separati, ha preso il nome "di Scuola Elementare Lasino-Masi".
l nome Pergolese è un neotoponimo apparso ufficialmente per la prima volta il 23 agosto 1968 con Decreto provinciale n° 1568 R/B e deriva dalle rinomate pergole che adornano le vie di accesso alle abitazioni dei Masi.
Nel 1969, con la riforma provinciale che ha previsto la chiusura delle scuole uniche pluriclassi e la loro aggregazione in Centri Scolastici, i 24 alunni che la frequentavano sono stati trasferiti alla scuola di Pietramurata.
Questa scheda provvisoria ha lo scopo di collegare tutte le schede che si riferiscono a questa scuola.
A pag. 131 del pdf "Gli archivi delle scuole elementari trentine: censimento descrittivo" scopriamo che presso la scuola di Pietramurata sono conservati tre registri di classe della scuola ai Masi di Cavedine degli anni tra il 1935 ed il 1938.
A quel che ci dicono questa scuola è stata chiusa verso il 1951.
Gli alunni sono poi stati trasferiti alla scuola di Pietramurata.
Gli scolari di Terlago dell'ultimo anno col maestro Mazzonelli all'esterno dell'allora edificio scolastico ed oggi biblioteca comunale.
In piedi all'estrema sinistra della foto vediamo Luigi Fabbro, nato nel Settembre del 1919, partito soldato nella seconda guerra mondiale; fatto prigioniero degli inglesi, non è più tornato, si è costruito una famiglia in Inghilterra.
Sul retro è indicata la data: 21 maggio 1933 XI, a significare undicesimo anno dell'era fascista (per tutto il periodo dell'era fascista c'era la doppia datazione) e la firma del maestro Mazzonelli.
La stampa misura 6x9 cm ed ha un bordo bianco.
Nel 1774 l’Imperatrice Maria Teresa d’Austria introdusse l’obbligo scolastico dai 6 ai 12 anni ma il Principato Vescovile di Trento non adottò subito questa norma poiché troppo onerosa. Non sappiamo quando fu attivata la scuola di Covelo, ma nella descrizione del distretto di Vezzano del 1834, Carlo Clementi confermò la presenza di una scuola anche a Covelo.
Le leggi austrungariche del 1868/69 innalzarono poi l'obbligo scolastico a 14 anni.
Come spesso succedeva, anche a Covelo la scuola si teneva presso la canonica, fin quando la numerosità impose l'uso di un'altra aula presso una casa privata. A cavallo fra 1800 e 1900 venne costruito un edificio autonomo costituito di un'unica grande aula, con sotto il caseificio sociale e la sede dei vigili del fuoco e nel sottotetto un magazzinol per la legna da riscaldamento. Gli alunni di Covelo erano però numerosi per cui una parte di loro (i più piccoli) continuò a frequentare la scuola presso la canonica.
Il 27 aprile 1959 venne poi inaugurato un nuovo edificio con la presenza di due classi e l'appartemantino per l'insegnante, già frequentato fin dall'inizio dell'anno scolastico.
Nel 1969 presero il via in tutto il Trentino i Centri Scolastici che unirono in un'unica struttura più sedi vicine. Fu così che anche la scuola di Covelo venne chiusa e i 19 alunni che la frequentavano furono trasferiti a Terlago. L'edificio è poi stato raso al suolo e ricostruito come casa sociale ora utilizzata come negozio cooperativo, sede degli alpini e sala sociale.
Gli scolari di Covelo di Terlago, dalla 4^ classe in su, col maestro Renzo Mattivi, si esibiscono al Teatro Sociale per la rassegna "Campanile d'Oro"; l'anno successivo lo faranno a Bolzano guadagnando una ottima posizione in classifica.
Il "Campanile d'Oro" era un concorso radiofonico della RAI (Anni '50) di grande popolarità che contrapponeva le regioni italiane.
La stampa misura 9,2x13,3 cm ed ha un bordo bianco.
17 scolari di quarta, quinta e sesta classe posano davanti alla nuova scuola di Covelo col loro maestro Floriano Deflorian, partito in corso d'anno per il servizio militare. I più piccoli formavano un'altra classe con una maestra.
La stampa misura 5,5x8 cm ed è circondata da un bordo bianco.
Fino al 1969 c'era una scuola anche a Covelo, poi gli alunni sono stati trasferiti, insieme a quelli di Monte Terlago, al Centro Scolastico di Terlago.
Qui vedimao un gruppo in uscita col loro maestro, Guido Prati, insegnante che seguiva i 18 alunni frequentanti le classi dalla 3^ all'8, mentre seguiva i 13 alunni di 1^ e 2^ la maestra Valentini Maria.
La stampa misura 10x7 cm ed ha il bordo dentellato.
Vediamo nella fotografia i due fratelli in primo piano provenienti dalla scuola di Covelo durante la festa degli alberi presso maso Travolt a Terlago. Era questa l'occasione in cui le tre scuole del comune si trovano insieme a Terlago o ai Laghi di Lamar. Possiamo notare che erano presenti anche i carabinieri. Il campo in cui è stato fatto il nuovo impianto era delimitato da una recinzione in sassi, tecnica comunemente usata non solo per segnare i confini ma soprattutto per liberare il campo dai sassi presenti.
La stampa misura 7x10 cm ed ha il bordo dentellato.