Storico libretto di famiglia argentino che riportava matrimonio, nascite e morti dei menbri di una famiglia, in questo caso della famiglia Negrioli Cairet.
Inizia col matriomonio di Luis Negrioli (ossia Luigi Negriolli) e Maria Cairet, riporta la nascita delle figlie, termina con la morte di Maria Cairet.
Il timbro alla data del matrimonio, 9.12.1911, è del Registro civile di Bahía Blanca, provincia di Buenos Aires. La nascita delle figlie, Ana Negrioli Cairet il 27.12.1912 e María Negrioli Cairet il 20.11.1915 riporta il timbro del Registro civile di Villarino, provincia di Buenos Aires. Maria Cairet Segure è morta il 28 dicembre 1932 ed il timbro è di San Miguel - Cile.
Le due bambine sedute sono Ana Negrioli Cairet e Maria Negrioli Cairet, nate in Argentina dal terlaghese Luigi Negriolli, che in Argentina aveva assunto il nome Luis Negrioli Marchetti, e dalla catalana vedova Maria Caireti Segura. Le altre due sono le figlie di Maria del precedente matrimonio: Mercedes e Isabel Bayes Cairet, originarie della Catalogna.
Si presume che la fotografia sia stata scattata in Argentina verso il 1922, ma non ci è dato sapere nulla di preciso.
Eduardo Leiva Herrera, pronipote cileno di Luigi Negriolli nato a Terlago nel 1865 ed emigrato in Argentina, da anni sta cercando di ricostruire la storia del suo binonno italiano, che in argentina ha ssunto il nome di Luis Negrioli Marchetti. I suoi discendenti ne hanno perso le tracce dopo che i bisnonni si sono separati e le figlie hanno seguito la madre in Cile. L'Archivio della Memoria della Valle dei Laghi gli ha permesso di scoprire le sue origini, la presenza di un primo matrimonio a Terlago e di un figlio, Giuseppe Negriolli, prima della vedovanza e del ritorno in Argentina.
Eduardo non è ancora riuscito a scoprire che fine ha fatto il bisnonno Luigi, ed è riuscito a scoprire che il figlio Giuseppe si è sposato a Grugliasco di Torino nel 1918. Condivide le sue scoperte con i nostri visitatori nella speranza che altri siano interessati a questa storia e lo possano aiutare a fare passi avanti nella sua ricerca.
Il suo testo scritto in spagnolo è qui disponibile anche nella versione in italiano.
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Questa la scheda di famiglia che ha dato una svolta alla ricerca di Eduardo:
Nel marzo 2023 Pablo scriveva da Buenos Aires all'Archivio della Memoria, raccontando la storia di emigrazione di sua bisnonna Erminia Angela Casimira Vivori in Argentina e di come, in occasione di un suo viaggio in Valle dei Laghi, si fosse sentito magicamente come a casa.
3 anni dopo, tornando per la seconda volta in Italia, viene intervistato nell'ambito del progetto "Oltre confini e generazioni: storie di emigrazione dalla Valle dei Laghi".
Interessante il riferimento alla lingua Cocoliche al min. 12:
Svuotando casa del nonno, Rodney e sua zia Gay, scoprono documenti, fotografie, lettere del bisnonno emigrato in Illinois da Vezzano (Trento) nel 1905. Si apre loro un mondo di cui nessuno aveva parlato in famiglia. Rodney inizia a cercare e dopo 10 anni decide di visitare il paese da cui il bisnonno è partito. Con lui la zia e le figlie.
Don Roberto Cattoni, nato a Rio dos Cedros (Brasile) nel 1968, porta nel cuore la storia del bisnonno Udalrico Cattoni, emigrato da Cavedine all'età di 8 anni. Spinto dal desiderio di riscoprire le proprie radici, nel 2005 don Roberto ha visitato per la prima volta il paese trentino, dando inizio a un legame indissolubile con il territorio e i suoi abitanti. Attualmente in visita agli amici di Cavedine, ci racconta l'esperienza di un viaggio nella memoria che continua a segnare la storia della sua famiglia.
Il titotolo originale di questo racconto di vita è "Venire in Canada: Una storia vera su Angelo e Rosa Lever e la loro famiglia raccontata da Gregory Lever" nella versione revisionata il 7 gennaio 2026.
In questa sorta di diario Gregorio Lever racconta la storia di emigrazione della sua famiglia ma anche di chi è rimasto a Vigo Cavedine con molti aneddoti che ci permettono di comprendere la quotidianità del tempo.
Cap. 1 - Presentazione dei protagonisti: Angelo Lever nato a Vigo Cavedine nel 1920 e sua moglie Rosa Cristofolini nata nel 1922 anche lei a Vigo Cavedine. Suo padre, Virginio Cristofolini, era emigrato più volte in Argentina per mantenere la famiglia a Vigo.
Cap. 2 - Il matrimonio, la nascita dei primi tre figli: Carla Lever nel 1940, Gregorio Lever nel 1943 e Rita Lever nel 1949. Il rapporto di Gregorio con il nonno paterno Gregorio Egidio Lever emigrato più volte in Argentina per sostenere la famiglia rimasta a Vigo. I parenti rimasti in Italia.
Cap. 3 - Approfondimento della figura di Angelo, il suo percorso di imprenditore, i debiti, la sua emigrazione nel 1952 e le prime conseguenze per la famiglia rimasta a Vigo.
Cap. 4 - Il viaggio di Angelo ed i suoi primi lavori: cuoco, lungo la ferrovia che attraversava tutto il Canada da Halifax e Lethbridge, e poi minatore. Continue conseguenze per la famiglia fino al saldo del debito. Nuovi debiti per far arrivare la famiglia.
Cap. 5 - Il viaggio di Rosa con i figli per raggiungere Angelo attraversando l'oceano via nave LeHavre-Montreal nel 1953.
Cap. 6 - Il problema della lingua alla stazione ferroviaria.
Cap. 7 - La traversata del Canada in treno Montreal - Toronto - Winnipeg - Lethbridge. Il cibo diverso e i silos per il grano.
Cap. 8 - Dopo dieci giorni di viaggio, l'incontro con il padre ed il trasferimento in macchina alla loro casa in un piccolo insediamento minerario nelle vicinanze di Champion.
Cap. 9 - Oltre i sapori diversi, la radio, gli uccelli whippoorwills, i vicini di casa, i primi impegni.
Cap. 10 - Il lavoro estivo da muratore di Angelo che rientrava a casa solo il fine settimana, momomento di convivialità e di lavori tradizionali (luganeghe, vino). Inizia la scuola con lo scuolabus ed inserimento sia per Gregorio che per Carla in classe prima come anche Eda Lever e Johnny Lever figli di Rodolfo Lever arrivato insieme ad Angelo e Maria Zambaldi arrivata coi suoi bambini negli stessi giorni di Rosa ma seguendo un'altra rotta, più costosa e dai tempi più lunghi ma insieme ad altri italiani. La difficoltà nell'inserimento ma il successo scolastico poi.
Lavoretti per pochi soldi.
Cap. 11 - Il lavoro in miniera e l'acquisto della prima automobile
Cap. 12 - Estinti i debiti Angelo si mette in proprio nel ramo dell'edilizia
Cap. 13 - Alla fine degli anni '50- inizio '60 l'economia migliora, l'impresa di Angelo si espande, i figli vanno all'università. Nel 1967 acquisiscono la cittadinanza canadese.
Addendum - Informazioni di famiglia.
Il 19 luglio 1943 le prime bombe colpiscono Roma, Quintino Pizzedaz è un militare e deve rimanere lì ma la moglie, Maria Chistè (nella foto dietro a destra) con le figliolette Mirella e Marisa Pizzedaz, scappano da Roma con l'ultimo treno utile e si rifugiano "al sicuro" dalla famiglia di lei a Pietramurata.
Questa è la foto che mandano al padre a Roma e che porteranno più tardi con loro in Argentina dove emigreranno nel dopoguerra.
La stampa misura 6x10,5 cm.
Questa bicicletta è stata smontata ed inserita in un baule, insieme ad alcuni attrezzi agricoli, nel 1949 da Quintino Pizzedaz, originario di Calavino ma al tempo residente a Pietramurata, per portarla con sé nel suo viaggio verso l'Argentina. Erano queste le cose che lui riteneva importante portare con se per iniziare una nuova vità là.
Il figlio, allora bambino, ci scrive "Papà è partito da una bicicletta e mi ha lasciato una pala meccanica".
La biciletta ha il marchio Torpado, una famosa azienda nata a Padova nel 1895, ma non sappiamo a quando risale questa particolare bicicletta.
Le foto ci sono arrivate per ora via wp; speriamo di poterle sostituire presto con gli originali di qualità migliore.
Marisa Pizzedaz, la piccola in piedi a sinistra, con la sorella dietro di lei, i cugini e le cugine circondano nonno Poldo (Leopoldo Chistè), patrigno della sua mamma, che ha accolto a Pietramurata la sua famiglia fuggita dai bombardamenti di Roma. Lei gli era molto affezionata e perciò non poteva mancare di portare con se questa foto in Argentina quando la bambina è emigrata.
La stampa misura 5,5x 8 cm ed ha un bordo bianco.
Il gruppo amatoriale "Frammenti e strasicói", il 22 maggio 2026, ha riproposto al teatro di Padergnone, a conclusione della serata "Si imparava così", il suo sketch storico umoristico "Tutti in classe... spiazaròi".
I ricordi degli anziani di Fraveggio, raccolti dal GS Fraveggio nella pubblicazione "Frammenti - aneddoti che raccontano un teritorio", sono stati qui sapientemente riproposti giocando sugli equivoci creati tra la maestra che parla italiano e le bambine che parlano dialetto: ilarità garantita.
Il copione allegato è da intendersi come traccia, poiché ad ogni esibizione le artiste improvvisano delle variazioni.
La registrazione video è stata estemporanea.
Sono qui riunite alcune schede, predisposte da Ecomuseo per il progetto "Oltre confini e generazioni", che ci raccontano perché gli emigrati della Valle dei Laghi sono andati all'estero. Si prevede di aggiungerne di nuove un po' alla volta.
Il colore sull'angolo di ogni scheda indica il periodo di riferimento:
Verde: fine 1800 - inizio 1900
Bianco: tra le due guerre
Rosso: dal dopoguerra in poi.
Puoi consultare anche
Scheda provvisoria atta a raggruppare tutti i contenuti presenti in archivio che riguardano questa scuola, raggiungibili aprendo le risorse correlate in fondo a questa scheda
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Nel 1774 l’Imperatrice Maria Teresa d’Austria introdusse l’obbligo scolastico dai 6 ai 12 anni ma il Principato Vescovile di Trento non adottò subito questa norma poiché troppo onerosa. Non sappiamo quando fu attivata la scuola di Padergnone, ma nella descrizione del distretto di Vezzano del 1834, Carlo Clementi confermò la presenza di "un maestro di scuola" anche qui.
Municipio, canonica e scuola di Padergnone si trovavano inizialmente all'incrocio fra via XII maggio e via San Valentino.
Nel 1853 si ha la prima documentazione della presenza di una maestra laica, Amabile Benigni, che si occupava dell'educazione delle fanciulle mentre i maschi continuavano a frequentare la scuola col curato maestro dirigente, don Giorgio Zeni.
Le leggi austrungariche del 1868/69 innalzarono poi l'obbligo scolastico a 14 anni.
Nel 1908 l’Amministrazione comunale entrò in possesso delle porzioni settentrionali dello storico edificio, ove furono collocate le scuole e gli uffici comunali, mentre la parte meridionale, in possesso del Beneficio Curaziale, era adibita a sede del Curato.
Verrso la metà del 1900 fu costruito poco distante un edificio ad uso esclusivo della scuola, dove vennero inseriti anche gli alunni di Santa Massenza a partire dal 1969, ma non quelli di Sarche come previsto inizialmente.
Nel 1996/97, col calo demografico e la presenza delle pluriclassi, per volontà dei genitori la scuola venne chiusa. A Vezzano le classi erano già numerose per cui i bambini vennero aggregati alla scuola di Sarche con servizio di scuolabus.
Negli ultimi anni sempre più famiglie preferiscono portare in autonomia i loro figli a Calavino, Vezzano, Trento.
Il primo edificio è ora casa privata, il secondo è sede di servizi del cumune e della comunità (teatro, biblioteca, uffici pubblici, ufficio postale, sede di associazioni...), l'ultimo ha ospitato la famiglia cooperativa fino al 2025, il circolo anziani, per qualche anno un asilo nido, ed ora se ne sta studiando un nuovo utilizzo.
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Approfondimenti:
Ad oggi la Suola Primaria di Pietramurata si trova nel Comune di Dro, Comunità dell'Alto Garda, e fa da ponte con la Comunità della Valle dei Laghi, poiché la frequentano anche gli alunni provenienti dalla frazione Lago di Cavedine e Pergolese di Lasino; è inoltre parte dell'Istituto Comprensivo Valle dei Laghi-Dro.
La scuola di Pietramurata ha preso il nome "Primaria" nel 2003 con la "riforma Moratti", come aveva preso il nome "Elementare" con la riforma Gentile del 1923.
Verso l'inizio degli anni '50 sono stati accorpati a questa scuola anche gli alunni proveniente dalle scuole dei Monti e dei Masi di Cavedine.
Nel 1969/70, la Provincia l'aveva trasformata in "Centro Scolastico", aggregando ai 101 alunni che la frequentavano i 24 alunni di Pergolese.
Prima si chiamava Scuola Popolare.