Veduta dal lago Santo e della cima della Paganella.
Si intravede il ripetitore della RAI montato dal 1955
Fotografia in bianco e nero, formato 10 x 15 cm, non viaggiata.
Sul retro è riportata la dicitura "Vera fotografia" e l'identificativo, ma non il nome del fotografo.
Cartolina di Padergnone con vista dell'Albergo 2 Laghi e della troticoltura.
Non viaggiata. Misura 9 x 14 cm per cui potrebbe essere precedente al 1931, anno in cui a livello l’U.P.U. autorizzò l’aumento del formato a 10 x 15 cm ed oltre.
Dopo anni di abbandono, il sistema molitorio a cilindri, che aveva sostituito il sistema molitorio a pietre ad inizio novecento nel mulino Garbari, era ancora nella sua posizione originale.
La classe quinta della Scuola Primaria di Sarche ha raccolto la testimonianza di Lino Zanlucchi, classe 1955, di Sarche, che ha accettato il loro invito per un confronto all'interno del progetto:
Fotografia rappresentante 3 uomini in divisa militare austro-ungarica con un carretto, percorrono una strada ripida in selciato tipica del territorio. In secondo piano a sinistra è presente un arco d'ingresso in pietra, al centro un edificio, a destra un bue. Sullo sfondo il Monte Gaza.
Sul retro: -rußn in Covello - 27. M. Buon - März 17
(scritta in penna in corsivo, in parte in tedesco e in parte in italiano; il 17, abbreviazione indicante l'anno, è sopralineato).
Dimensioni: 5,8 cm x 8,6 cm
Cartolina a sfondo scuro con tre immagini del paese di Ciago, fiori decorativi e scritta "Saluti da Ciago". Uno scatto è dedicato alla panoramica del paese, in uno degli scorci si vede il campanile con davanti la canonica e si intravede la scuola, nell’altro si vedono in primo piano gli edifici che ospitavano tre dei mulini presenti un tempo in paese: Cappelletti, Eccel, Zuccatti.
Sul retro è riportata a mano la scritta "Ciago m. 573 (Trentino) ed il timbro "FotoCINE N.10805 Trento".
La datazione è ipotetica.
Stampa in bianco e nero, 10x15 cm, riportante sul retro scritto a mano: "Ciago m. 573 (Trentino)" ed il timbro "Foto CINE N. 10805 TRENTO".
Due immagini sono dell'esterno e dell'interno della chiesa di Sant'Antonio Abate, le altre due sono vedute del paese da sud e nord-ovest.
Stampa in bianco e nero 10x15 cm riportante sul retro scritto a mano "Lon di Vezzano m. 600 (Trentino)" ed il timbro "Foto CINE N. 10812 TRENTO"
Cartolina colorata rappresentante il paese di Fraveggio, in particolare la chiesa. È datata 1912 ed è stata inviata nel 1931.
Risultano curiosi l'assenza del francobollo con la presenza del timbro postale e l'assenza dell'indirizzo.
Misura 14 x 9 cm
Immagine del paese di Lon dalla strada che da Fraveggio sale a Ranzo. Sulla sinistra si vede il ristorante "Fior di roccia" costruito nel 1958, da questo particolare la datazione ipotetica.
Stampa in bianco e nero 10x15 cm riportante sul retro scritto a mano "Lon di Vezzano m. 600 (Trentino)" ed il timbro "Foto CINE N. 9336 TRENTO"
Ivo Cappelletti, classe 1932, ci racconta la sua esperienza nella costruzione ed avvio della Centrale Idroelettrica di Santa Massenza, offrendoci una testimonianza di come si lavorava negli anni cinquanta.
Ivo Cappelletti, classe 1932, racconta i suoi ricordi di bambino quando nel 1942 il mulino di famiglia è stato trasformato per passare dalla macinazione a pietra a quella a cilindri. Un ricordo chiama l'altro e così riporta aneddoti che ci illustrano la vita nel dopoguerra a Ciago (Vallelaghi-Trento).
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Volendo approfondire, visitare le schede collegate e leggere "Il Consorzio Irriguo e di Miglioramento Fondiario di Ciago" a pag. 287-294 su:
Trascrizione dell'iscrizione:
"PREGATE | L'ETERNA REQUIE | A | STEFANO LUNELLI | CHE | AI 15 GENNAJO 1870 | QUI | COLPITO D'APOPLESSIA | SPIRÓ | OTTIMO CRISTIANO | VISSE NUBILE 58 ANNI | R.I.P."
Interessante l'antico uso della parola "nubile", col significato di "in età da matrimonio", riferito anche agli uomini.
V.
Questa piccola fotografia in formato 8,2 x 5,4 cm mostra un gruppo di militari sulla scalinata dell'edificio che al tempo era municipio e scuola.
Tra queste due parole impresse sopra la porta d'entrata c'è lo stemma del comune con le tre barche una sopra l'altra separate da due fasce.
Il nome "Scuola Primaria" è dovuto alla "riforma Moratti" del 2003.
Nel 1969 aveva assunto il nome di "Centro Scolastico di Terlago", una scuola sperimentale a tempo pieno, come anche quelle di Cavedine e Vezzano, che ha accolto gli alunni delle scuole uniche pluriclasse vicine soppresse quell'anno per volontà della Provincia, in questo caso le scuole di Covelo e Monte Terlago.
Il nome però ancora utilizzato da molti è quello previsto dalla riforma Gentile del 1923: "Scuola elementare", mentre risale al 1869 quello di Scuola popolare".
Altra data importante è quella del 1962, che ha visto la nascita della scuola media, ora scuola secondaria di primo grado, separando così gli alunni delle prime 5 classi da quelli delle ultime tre.
Troviamo le prime tracce di una scuola a Terlago nel 1778 quando gli esecutori testamentari del prete Valentino Gilberti da Terlago, che aveva lasciato tutti i suoi beni alla Chiesa e ai poveri di Terlago, “aumentarono l’assegno di altri fior. 20.-, a condizione che il cappellano facesse anche scuola insegnando gratis da Novembre a Marzo, cioè a leggere e scrivere e far di conti ai fanciulli dei vicini poveri di Terlago, e riguardo a quelli benestanti mediante il solito onorario di troni uno al mese per leggere, troni uno e mezzo per il leggere e scrivere, e troni due per il conteggiare, oltre il solito legno per riscaldare la stufa, che da tutti tanto poveri che bene stanti, doveva essere portato.”
Nella descrizione del distretto di Vezzano del 1834, Carlo Clementi descrisse anche le scuole presenti sul territorio, fra le quali una “scuola elementare” a Covelo e una “buona” scuola a Terlago.
Rispetto all'edificio scolastico la nuova scuola è entrata in funzione nel 2013 in sostituzione della precedente, posta a poca distanza sulla stessa via risalente agli anni '60. Prima di allora la scuola era ospitata nello stesso stabile del municipio dove ora c'è la biblioteca.
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Bibliografia:
La lettera, col titolo "Il buon cuore dei nostri soldati", è riportata nella rubrica "Lettere dal campo" su "Il Trentino" del 7 aprile 1915. Non indica il luogo dove fosse questo campo.
Federico Zuccatti è nato a Ciago (Trento) nel 1884, lì si è sposato nel 1920 ed è morto nel 1962.
Sua sorella Teresa aveva sposato Augusto Bressan di Sarche ed al tempo di questa lettera aveva 8 figli.
Trascrizione:
Zuccatti Federico da Ciago, riservista scrive dal campo ai suoi nipoti la seguente lettera:
Dal campo, 10 marzo.
Miei cari nipoti.
Io sto bene e così spero e desidero di voi tutti, anche della nonna, babbo e mamma. Avevo sempre intenzione di mandarvi un regaletto, che acquistai in dono il giorno del S. Natale, consistente in dolci, cioccolata e un poco di tè e zucchero, ma non ho mai avuto la comodità.
Il giorno 2 febbraio ci siamo fermati in un paese, abbiamo lasciato i nostri carri al piano e i cavalli abbiamo dovuto condurli in una stalla un quarto d'ora in su per la montagna, dov'erano stalle per metterli al caldo e al coperto. Nel ritornare trovai una povera donna bastonata e maltrattata dai russi, in uno stato compassionevole, madre di 6 teneri bambini, che non aveva niente, i russi le avevano rubato tutto e suo marito piangendo ci supplicava di aiutarla. Allora io corsi al mio carro presi il pacchetto, presi fuori il tè e lo zucchero, cioccolata e acquavite di quella che mi spedì la mamma e corsi in aiuto alla povera donna. Al più presto possibile feci il tè, glielo diedi da bere, poi le diedi un po' d'acquavita e cioccolata e contento vidi che appena preso il tutto stava meglio. Questa povera donna era stata nell'America del Sud e parlava bene lo spagnuolo e allora mi ringraziò del tutto e discorremmo un buon quarto d'ora, poscia la lasciai. Il giorno dopo andai di nuovo a trovarla e stava ancora meglio; il terzo giorno potè levarsi con comodità e volle venire a ringraziare il mio comandante e raccontargli tutto. Allora anche lui alla presenza di tutti i miei compagni mi ringraziò di questo atto caritatevole e mi donò subito una bottiglia di acquavita e mi disse: Tu da oggi innanzi sarai il cocchiere della mia carrozza; ed io gli dissi: Lo ringrazio, signor tenente, ma per questo non merito tanto; e lui di nuovo: Questo atto generoso deve essere ricompensato e tu sarai il mio cocchiere.
In questa maniera io andai molto meglio di prima: avevo due cavalli grandi e cattivi e avevo sempre lavoro e adesso invece ne ho due che sono come pecore e lavoro molto poco. E così anche voi, miei cari nipoti, siate buoni che certo sarete ricompensati.
Addio, miei cari nipoti, vostro zio
Zuccatti Federico.
La classe quinta della Scuola Primaria di Sarche ha raccolto le testimonianze di tre signore, nate tra il 1949 ed il 1957 e vissute in paesi diversi della Valle dei Laghi, che hanno accettato il loro invito per un confronto all'interno del progetto:
Il quadro rappresenta il pluricentenario castagno posto subito dietro Malga Pian, riconosciuto fra gli alberi monumentali di interesse nazionale.
Tecnica utilizzata: matita e acrilici su tavola.
Murale, all'interno di Malga Pian, che rappresenta la vecchia cucina, con gli elementi caratteristici di tutte le cucine di una volta, ed il cane da pastore meticcio che la frequentava.
L'opera è stata realizzata a quattro mani su indicazioni e ricordi di Enzo Comai.
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Per approfondire la conoscenza della cucina rustica consulta:
Angelina, classe 1935, ci racconta alcuni suoi ricordi legati al paese di Ranzo dove ha vissuto dalla nascita fino all'età adulta ed al quale è molto legata.
Ci racconta della vita povera che condivideva con molti a Ranzo, del lavoro che occupava tutti sin da bambini, della fatica per procurarsi l'acqua e negli spostamenti su e giù da Castel Toblino quando ancora la strada di collegamento con Vezzano non c'era, della morte del padre proprio nella sua costruzione,
dei legami che avevano con quelli del Banale, degli incendi frequenti, del suo lavoro di sarta, del venditore ambulante di stoffe e dei calzolai presenti in paese, delle tristezze che la vita le ha riservato ma anche dell'amore nella sua famiglia e dell'aiuto vicendevole con cui in paese ci si aiutava.
Antonella e Loris creano spesso insieme i loro murales: lui si dedica ai panorami, lei ai personaggi ed agli animali.
In questa occasione sul Malga Pian hanno illustrato lo stemma della Vicinia Donego con l'elenco dei cognomi appartenenti a questo ente storico, la malga stessa, le immancabili pecore che un tempo utilizzavano questi spazi, uno dei grandi castagni monumentali con un'altalena.
Oltre che sulla malga, in questo Archivio si possono trovare informazioni su:
Questo quadro rappresenta la chiesetta di Sant'Udalrico col pronao annesso alla facciata principale, sotto il quale passava la strada; esso crollò all’inizio degli anni '60, mentre venivano eseguiti i lavori per la realizzazione dell’attuale strada provinciale.
La tecnica è in acrilico, volutamete anticato.